COLLABORAZIONI, RICETTE
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Mercati in espansione. L’olio marocchino a SOL&AGRIFOOD

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Per chi si stesse chiedendo quale fosse l’argomento in questione, SOL&AGRIFOOD è il salone Internazionale dell’agroalimentare di qualità. Si è appena conclusa una quattro giorni che prevedeva seminari, show cooking e degustazioni per immergerci dentro un’eccellenza gastronomica, raccontata e spiegata direttamente da chi quel prodotto lo crea e lo sviluppa. Come nasce e da dove vengono le materie prime che lo compongono.

Ci troviamo all’interno di Verona Fiera e siamo in concomitanza con maestro: il Vinitaly. Ma questo è un altro discorso e ne riparleremo presto. (!)

Parlavamo di eccellenze, e oggi voglio soffermarmi su un prodotto noto che amo e odio allo stesso tempo, re indiscusso delle tavole italiane, onnipresente nella cucina mediterranea, stiamo parlando dell’olio di oliva. Amo e odio. Egggià, perché chi mi segue da un po’ di tempo saprà che sono diventata allergica alle olive e l’olio per me è diventato veleno. Penso sia l’allergia più difficile e complessa che possa esserci, provate a fermarvi e a riflettere, l’olio è decisamente dappertutto. -Ovunque è dire poco-

Quando mi proposero di intervistare il rappresentante dei produttori di olio marocchino all’interno di Sol&Agrifood, pensavo fosse il colmo. Proprio io? Ebbene sì, e non mi tirai indietro assolutamente. Mi è sembrato un tema molto delicato e con piacere ho voluto addentrarmi in questo settore e scoprire le strategie del governo marocchino.IMG_2293.JPGIMG_2292.JPGLa delegazione marocchina partecipa a questa prestigiosa fiera con operatori del settore olivinicolo per presentare la qualità dell’olio d’oliva marocchino.
A partire dal mese di aprile del 2008 il governo del Marocco ha intrapreso la strategia del Plan Maroc Vert per rilanciare lo sviluppo dell’agricoltura nazionale, con questa nuova politica si vuole valorizzare l’intero patrimonio locale, al fine di rendere l’agricoltura il principale motore di crescita dell’economia nazionale entro i prossimi 10-15 anni.

Mi sono documentata e informata bene per spiegarvi questa situazione, rimane un argomento alquanto delicato e soggetto a molte critiche.

Cosa ha voluto dimostrare il Marocco presentandosi in prima fila al Sol&Agrifood? 1.jpgCon l’obiettivo ben preciso di promuovere la produzione di olio marocchino, dimostrarne la qualità e presentarsi ai principali operatori del settore per acquisire partner e nuovi mercati.

Eccolo. E’ qui il nodo da approfondire.

I rappresentanti marocchini affermano che il potenziale d’esportazione del settore oleicolo e olivicolo è altissimo. Ci sono inoltre molteplici opportunità, quali: migliori costi di produzione, una produzione in costante aumento (sia qualitativamente sia quantitativamente), e la vicinanza geografica al mercato europeo.

Alla mia domanda: Cosa prevedete in futuro a livello di crescita? 

Ho ricevuto questa risposta:

La produzione dell’olio d’oliva in Marocco rappresenta il 3% della produzione mondiale e sta vivendo attualmente una fase di crescita importante, con un aumento significativo delle aree dedicate alla coltivazione delle piante dell’olivo. Grazie al Piano Marocco Verde si mira a raggiungere 1,2 milioni di terreni piantati entro il 2020.olivi-marocchini-p-1.jpgPiù specificamente a livello di crescita vediamo l’accrescimento del volume delle esportazioni al raggiungimento di 120.000 tonnellate, il tutto entro il 2020.Olive-noir-2.jpg

Questi sembrano solo numeri, ma è qualcosa di molto reale e concreto. Questo è il frutto di nuove normative e strategie governative. Giusto o sbagliato che sia il mercato globale si sta ampliando e la multiculturalità si fa spazio anche nel food.

Vorrei conoscere il vostro pensiero, fatemi sapere cosa ne pensate a riguardo, mi farebbe veramente molto piacere.

Camilla

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Appassionata di mode, tendenze e comunicazione. La cucina e la pasta fresca sono parte del mio sangue e tra una ricetta e un'altra scrivo di vita quotidiana, eventi e di tutto quello che mi circonda. Ovviamente tutto questo lo faccio con le mani sporche di farina e con la fotocamera vicino.

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