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L’adolescenza vista a posteriori. IL MIO FARO. Torno a scuola.

 

Quando sei un ragazzo giovane e frequenti le scuole superiori, che sia un istituto o un liceo, la frase che risuona continuamente nei discorsi con le altre persone è che stai vivendo il periodo più bello della tua vita e che lo ricorderai/rimpiangerai quando sarai adulto e pieno di responsabilità. E’ vero, pur essendo ormai un lontano ricordo è comunque un percorso in una terra di mezzo che, a guardarlo a posteriori, sembra un momento immaginario, quasi senza appartenere ad un determinato luogo e tempo. Forse più che di periodo scolastico è meglio parlare di adolescenza, e sì, la rimpiango un po’ anche io.

Esistono poi quelle persone che ti prendono per mano e ti aiutano ad affrontare questo percorso sentendo meno la fatica e pronte a prenderti al volo se stai per cadere. Non le perdi nel cuore queste persone. Possono passare anni senza mai vedersi, possiamo cambiare viso, aumentare le rughe di espressione sul nostro volto, possiamo anche aver stravolto le nostre vite da allora, ma loro sono sempre lì. Che siano impressi in un ricordo, in un messaggio di auguri sotto le feste o che ci sia il rito di un caffè come ritrovo per fermare il tempo, loro ci sono. Ognuno ha il suo faro dell’adolescenza, può averlo incontrato accanto al proprio banco, può essere un insegnante sportivo, può essere un parente, un fratello o un compagno di scuola molto maturo, ma ognuno si sceglie il suo e questo, visto sempre a posteriori, ti cambierà la vita.394998_492342344144274_246231735_n.jpg574695_492338714144637_1141237282_nIl mio faro si chiama Gloria e ogni riferimento al mare non è puramente casuale. Dire che si tratta della mia professoressa di italiano storia e geografia mi sembra così riduttivo ma come base di questa nostra infinita relazione è così. Mi ricorderò sempre quando è entrata il primo giorno di scuola, lo fece piano piano e talmente emozionata che aveva gli occhi lucidi e pieni di lacrime. Quegli occhi così pieni di acqua erano brillanti e, ho capito poi, che bastava guardarli per capirsi, poche parole ma tante sensazioni. Lei mi ha insegnato l’amore per le parole e se oggi mi trovo qua a battere velocemente le dite sulla tastiera cercando nella mente di accostare le parole migliori per legarle vicino e dare un volto alle sensazioni più profonde, cercando solo con la lettura di farvi entrare nei miei occhi e farvi vedere questo ricordo, lo devo a lei. Faccio questo lavoro perché diversi anni fa il mio faro mi ha mostrato questa strada e io me ne sono innamorata. Ho iniziato a lavorare duramente ponendomi degli obiettivi. Prima la laurea in lettere poi i primi lavori editoriali, la creazione del mio spazio virtuale dove scrivo di cibo e ora, come una ruota che gira, entro in una scuola superiore e lavoro con i ragazzi anch’io. Quei giovani uomini che sono pieni di sogni e di speranze, così come lo ero io qualche anno fa.

Mercoledì 18 gennaio passerò l’intera giornata alla scuola alberghiera Vergani Navarra di Ferrara,  insegnerò i miei piatti e farò principalmente pasta fresca assieme ai ragazzi di terza, quarta e quinta. Alla sera prepareremo una cena e saremo una brigata pronta a servire oltre alle nostre (ben studiate) pietanze, anche amore, passione, sogni e ricerca. Perché se non l’ho fatto prima, vi dico che l’intero ricavato della serata sarà devoluto alla LILT (Lega Italiana Lotta Tumori). Spero di stimolare questi ragazzi e sono pronta ad ascoltare tutte le loro aspirazioni perché, presi dalla frenesia delle nostre giornate, forse ci dimentichiamo quanto abbiamo noi da imparare da loro.

Ci vediamo mercoledì!15965984_1412175785494254_7092846732634818279_n

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Appassionata di mode, tendenze e comunicazione. La cucina e la pasta fresca sono parte del mio sangue e tra una ricetta e un'altra scrivo di vita quotidiana, eventi e di tutto quello che mi circonda. Ovviamente tutto questo lo faccio con le mani sporche di farina e con la fotocamera vicino.

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